To Dream, to Collect

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A 60 anni dalla morte di Mario Sironi, Galleria Cinquantasei organizza una mostra omaggio al grande artista, riconosciuto tra i maggiori protagonisti dell’arte del XX secolo.

La mostra, suddivisa in quattro sezioni decorazione, illustrazione, teatro e pittura, vuole omaggiare un artista di statura europea, del quale Picasso disse “avete un grande Artista, forse il più grande del momento e non ve ne rendete conto”. Sicuro della propria vocazione artistica, per la quale lasciò la facoltà di ingegneria, Mario Sironi è stato interprete degli sviluppi dell’arte italiana per quasi cinquant’anni: dal divisionismo al futurismo, dalla metafisica al classicismo e al realismo, fino all’arte informale di cui, in Italia, fu precursore.

Decorazione

«La pittura murale è pittura sociale per eccellenza. Essa opera sull’immaginazione popolare più direttamente di qualunque altra forma di pittura e più direttamente ispira le arti minori». Dalla fine degli anni Venti all’inizio degli anni Quaranta la produzione di Sironi è incentrata sulla decorazione: grandi affreschi, vetrate, mosaici, bassorilievi, manifesti e scenografie: i numerosi disegni, bozzetti preparatori, cartoni, tempere e olii, che sono arrivati fino a noi, denotano che la necessità di pensare “in grande” è il concetto che continua a ossessionare Sironi anche quando le importanti commissioni per gli edifici pubblici dell’Italia fascista vengono a mancare.

Illustrazione

Dai primi anni ’10 del 900 Sironi produce illustrazioni per libri e riviste e nelle decadi successive le sue vignette di satira politica per “Il Popolo d’Italia” (1921-1942) e le copertine e le tavole de “La Rivista Illustrata del Popolo d’Italia” (1923-1943), rivestono grande importanza nella sua produzione artistica e mostrano una grande efficacia comunicativa.

 

Pittura

Fa parte fin dagli esordi del gruppo “Novecento”, che raccoglie molti artisti allineati nel cosiddetto “ritorno all’ordine” e nel corso degli anni Venti, Sironi approfondisce lo studio e l’analisi della figura. La sua pittura è solida e materica

Dall’inizio degli anni Quaranta Sironi, in un clima di grande turbamento dovuto al declino del fascismo e a drammi personali dà vita alle famose “composizioni” che continuerà a produrre anche nel secondo dopoguerra. La sua pittura diventa cupa, misteriosa, angosciata e lo accompagnerà fino alla morte.

Teatro

Quella per il teatro fu una delle passioni di Mario Sironi che, come scenografo o disegnatore dei costumi, collaborò a lungo con le maggiori istituzioni e le rassegne nazionali più prestigiose.

In mostra proponiamo 60 opere, alcune inedite, a coprire l’intera vita lavorativa del maestro e alcuni capolavori come il Grande studio per la figura femminile con libro e moschetto dell’affresco “Dux” nel Sacrario della Casa Madre dei Mutilati di guerra a Roma, del 1936-1938.

Per l’immagine della mostra è stato scelto uno dei bozzetti che Mario Sironi aveva creato per la copertina della monografia "Sironi” di Agnoldomenico Pica uscita postuma

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