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Kooness

Nanni Valentini

1932 - 1985
Italy

4 Works exhibited on Kooness

Represented by

Works by Nanni Valentini

Trasparenza

1974

Sculpture , Mixed Media

90 x 80cm

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Trasparenza

1974

Sculpture , Mixed Media

102 x 101cm

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Muro grande del vaso e il polipo

1982

Sculpture , Mixed Media

120 x 85 x 70cm

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L'inno della Perla

1983

Sculpture , Mixed Media

120 x 85 x 70cm

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Nanni Valentini è una delle personalità più singolari e vivide della ricerca artistica del secondo dopoguerra.

Dotato di un approccio alla materia, al colore e alla figura, unico nel dibattito contemporaneo, Valentini si è sempre distinto per un atteggiamento colto e sapienziale nonché per una potenza asciutta di visioni plastiche che non hanno confronti tra gli artisti contemporanei.

Nel 1945 inizia a frequentare la Scuola d’arte per decorazione ceramica a Pesaro, per passare nel 1949 all’Istituto d’arte di Faenza, che frequenterà fino al 1953. Inizia a collaborare con la bottega di Bruno Baratti a Pesaro e a frequentare l’Accademia di Bologna. Nel 1956 entra nella cerchia della Galleria La Salita di Liverani e stringe amicizia con Gastone Novelli, Emilio Villa, Gino Marotta; ottiene i primi premi al XIV Concorso di Faenza (che vincerà in seguito anche nel 1961 e 1977), alla XIma Mostra della ceramica di Vicenza, e nel 1958, all' Everson Museum of fine Arts di Syracuse (New York); molti altri premi seguiranno negli anni. 

Nell’autunno 1957 si trasferisce a Milano, ove espone alla Triennale e inizia a progettare con Luigi Massoni la Serie natura. Frequenta Scanavino, Tancredi, Arnaldo e Giò Pomodoro, Ettore Sottsass e Lucio Fontana, che gli organizza la prima personale milanese all’Ariete nel 1958.

Una forte propensione allo studio delle più disparate aree sapienziali e l'immersione nell'ambiente milanese degli anni sessanta, sviluppano rapidamente la sua poetica partita dalla ceramica, verso un ragionamento fondamentale sulla forma plastica e sull'immagine.
Nel 1960 tiene una mostra con Giò Pomodoro alla Galleria del Giorno, Milano, e una personale al Salone Annunciata, Milano. Nel 1963 partecipa alla mostra Una scelta al Salone Annunciata. Nel 1967 si ripresenta a Milano con una personale di pitture e sculture al Salone Annunciata e nel 1969 tiene una personale alla Galleria Segnapassi di Pesaro. Prende a insegnare all’Istituto d’Arte di Monza, ove rimarrà fino al 1985. 

Negli anni settanta lavori come i Paesaggi d'argilla e le Garze interpretano il suo desiderio di rileggere la terra come possibilità di infiniti paesaggi e realtà, e non più come semplice medium.

Da qui lo sviluppo della sua profonda e ricchissima poetica artistica fatta di zolle, paesaggi, mattoni, veli, volti e case. 

Nel decennio, cruciale, 1975-1985, Valentini, viene riconosciuto come uno dei massimi scultori in ceramica viventi; nel 1976 si afferma sulla scena milanese con una personale memorabile di opere pittoriche (le Trasparenze) e sculture alla Galleria Milano di Carla Pellegrini.  

L’anno successivo è alla Galleria del Falconiere di Falconara con Un ombelico per Empedocle, e nel 1979 con Una materia per Pitagora alla galleria Uxa di Novara, con Terra-numero e Terra-bagnato allo Studio Casati di Merate, e con una personale alla Galerie Rota di Heilbrönn. 

Nel 1980 inaugura una nuova personale alla Galleria Milano sui ‘luoghi’, poi al circolo Il Cortile di Bologna, ed è alla galleria Ca’ Vègia di Salice Terme con Endimione e i 28 volti di Selene. Nel 1982 presenta Il vaso e il polipo alla galleria Vera Biondi di Firenze, L’ombra di Peter Schlemihl alla Galerie -e di Monaco, e ha una sala personale alla Biennale di Venezia. Nel 1983 ripresenta Endimione e i 28 volti di Selene al Mercato del Sale di Milano. 

Nel gennaio 1984 inaugura una personale al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano ove presenta Deriva, Annunciazione, Il dialogo e in maggio inaugura la personale sulle ‘case’ al Museu de Ceràmica di Barcellona. Nello stesso anno ha una personale di opere su carta alla Civica raccolta del disegno di Salò, e presenta ... dove si racconta allo Studio Dossi di Bergamo. Nel 1985 espone L’inno della perla alla Libreria Giulia di Roma e alla Galleria San Luca di Bologna. 

Le sue opere inoltre sono state esibite e sono presenti in molte collezioni pubbliche e private, tra cui il Museo del Novecento a Milano, il Museo Civico di Arte Moderna e Contemporanea di Varese, l' Everson Museum of fine Arts di Syracuse, la Fondazione Arnaldo Pomodoro a Milano, il Museu de Ceràmica di Barcellona, lo Hetjens Museum di Dusseldorf, il Frakfurter Kunstverein, la GAM di Torino, la Galleria Civica di Modena, il Palazzo delle Esposizioni di Faenza.