Home Magazine Jacopo Prina in Mostra dall’1 Dicembre a Milano

Il prossimo 1 dicembre 2022, BIANCHIZARDIN CONTEMPORARY ART presenterà la nuova serie di lavori di Prina, i “Secret Papers”, in una mostra personale curata da Domenico de Chirico intitolata “NICE PRICE”.

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Jacopo Prina - Milano 1971 - nasce in una famiglia dove gli zii, i genitori e i loro amici lavorano tutti nel campo del design, della grafica, dellarte o delleditoria. Percorre il corridoio di casa sua infinite volte. Per due decenni. È costellato di opere darte astratta, minimal, concettuale, indecifrabile degli anni '60 e '70.

Influenzato da questo straordinario mondo fatto di forme, colori, edifici, figure, firme, incontri, Prina si immerge fin da giovanissimo nello studio e nella ricerca affrontando con passione diversi media, dalla ceramica alla pittura, indagando nel profondo differenti temi e concetti.

"Carte segrete" è il titolo di uno scritto di protesta di Procopio di Cesarea, risalente circa al 550 d.C., in cui l'autore denuncia i vizi e il malcostume della corte di Giustiniano a Costantinopoli. Il testo racconta la storia segreta di un attacco al potere imperiale sferrato contro il dispotismo, ladulazione sfrenata e la complicità dilagante.

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Jacopo Prina, Cakes, Secret Paper Series, 2021. Courtesy of Bianchizardin Gallery

Da giustiniano a Gagosian.

L’opera di Jacopo Prina esprime una forte intenzione critica attraverso l’uso di pagine di cataloghi di aste di arte moderna e contemporanea dove i valori non culturali prevalgono e dettano legge. Le carte, corrotte - graffiate - riassemblate, rivelano e documentano una ribellione che, nella ricomposizione delle parti, si concretizza in un nuovo soggetto estetico.

Le parole di M. Meneguzzo ne "Il capitale ignorante" delineano lucidamente le motivazioni di questa ricerca sullo stato attuale dell'arte, nel bene e nel male.

NICE PRICE denuncia l'appiattimento del sistema dell'arte sul dato finanziario.

Lavorando le pagine di vecchi cataloghi d'asta con modalità e tecniche diverse, vengono annullati quasi completamente tutti i riferimenti visivi e semantici delle opere rappresentate, mantenendo però la descrizione dei dati di provenienza, di stima e aggiudicazione, il nome dellʼautore e lʼanno di creazione.

La composizione degli elementi così destrutturati porta alla sostituzione del senso originario con un'opera di nuovo valore estetico.

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Jacopo Prina, Assemblages, Secret Paper Series, 2021. Courtesy of Bianchizardin Gallery

 

Lintervento, infatti, porta in luce qualità altre, ottenute calibrando il segno originario con diverse tracce aggiunte.

Nuovi equilibri nascono tra gesti istintivi e asettiche cifre, tra calcolati tagli, timbri e impronte.

Nuove forme emergono attraverso precisi accostamenti di porzioni di pagine o con semplici strappi.

La negazione dell'opera a catalogo denuncia la sua drammatica perdita di valore. A questa viene sostituita una proposta concettuale ed estetica coerente che desidera ricostruire e ritrovare il gusto per l'arte.

Facciamo tutti parte del gioco, quindi continuiamo a giocare.

Per esempio creando valore economico con un sistema ormai consolidato: creare arte per fare soldi, con l'atto d'acquisto come atto d'arte.

Chi espone o acquista un'opera dell'artista partecipa e diventa a sua volta protagonista di questa azione, con l'intenzione dichiarata di entrare nel giro della rivalutazione economica dell'opera stessa.