Home Magazine 21 Artiste Afro-Americane

21 artiste afro-americane che, nonostante una scena artistica bianca e prevalentemente maschile, hanno immaginato, e ancora immaginano, un mondo contemporaneo senza discriminazioni. Attraverso ritratti galvanici, oli astratti e lussureggianti, tessuti illustrati, stampe ibride su tessuti, dipinti scultorei e organici, disegni testurizzati, abbattono i duri stereotipi sulle artiste di colore.

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Durante il Rinascimento di Harlem, i movimenti per i diritti civili e il Black is Beautiful, molte pittrici di colore, in particolare afroamericane, hanno rifiutato e ridefinito gli standard tradizionali di bellezza e hanno rivitalizzato la coscienza che deriva dall'essere afro-americani, affrontando i temi del razzismo, del femminismo, della violenza, della schiavitù e dello sfruttamento. L'elenco che abbiamo raccolto è in ordine cronologico, dalle pittrici afro dell'ultimo secolo a quelle tutt'ora in vita.

Laura Wheeler Waring

Pittrice ed insegnante d'arte - tra gli artisti esposti nella prima mostra d'arte afroamericana del paese nel 1927 - Laura Wheeler Waring è nota soprattutto per i suoi sofisticati ritratti di afroamericani della classe operaia che ha realizzato durante il Rinascimento di Harlem degli anni Venti, un periodo fiorente per le arti afroamericane. Ha vissuto a Parigi e ha trascorso molto tempo al Museo del Louvre studiando Monet, Manet, Corot e Cézanne. Da questi artisti ha affinato il suo metodo: più vibrante e realistico. Il suo uso dei colori vividi, della luce e dell'atmosfera è notevole.

 

Laura Wheeler Waring (American, 1887-1948). Woman with Bouquet, ca. 1940. Olio su tela, 30 x 25 in. (76.2 x 63.5 cm).
Brooklyn Museum, Brooklyn Museum Fund for African American Art in honour of Teresa A. Carbone, 2016.2. © artist or artist's estate

 

Alma W. Thomas

Nata nel 1891 in Georgia (USA), Alma Thomas è l'artista astratto-moderna per eccellenza. Ha sviluppato uno stile personale che ha poi abbracciato l'Espressionismo Astratto tradizionale, e le pratiche della Washington Color School attraverso sperimentazioni con strisce e linee, forme e motivi, e colori vivaci. Essendo un'artista donna di colore, ha incontrato molte difficoltà, eppure ha cercato di concentrarsi sulla bellezza della sua pittura "piuttosto che sulla disumanità dell'uomo verso l'uomo".

 

Alma Thomas, Apollo 12 "Splash Down", 1970, The Studio Museum in Harlem

 

Loïs Mailou Jones

Nel corso dell'impressionante durata della sua carriera (quasi 7 decenni), Loïs Mailou Jones ha prodotto dipinti, disegni e disegni tessili nel contesto del Rinascimento di Harlem. In un'epoca in cui i pregiudizi razziali e di genere pervadevano la società, era in grado di realizzare dipinti ad olio impregnati di colori brillanti e rigogliosi, ricchi di motivi e riferimenti alla cultura haitiana e africana. Il suo spiccato senso estetico e i suoi vividi dipinti ad acrilico e acquerello sono stati "la prova del talento degli artisti neri", anche se il suo più grande desiderio era quello di essere conosciuta come "artista", senza ulteriori etichette.

 

 

Loïs Mailou Jones, “La Baker,” 1977, acrilico e collage su tela, concessione di the Museum of Fine Arts

 

Gwendolyn Knight

Gwendolyn Knight era un'affascinante pittrice e scultrice originaria delle Barbados, nelle Indie Occidentali, che si trasferì a New York negli anni Trenta del secolo scorso aderendo al Movimento del Rinascimento post-Harlem. Emerse dall'ombra del marito Jacob Lawrence alla fine della sua vita. La sua arte è "Never Late for Heaven", il titolo della sua prima retrospettiva allestita a quasi 90 anni al Tacoma Art Museum nel 2003. Knight ha realizzato dipinti ad olio narrativi che rappresentano la vita, la cultura e la storia degli afroamericani, attraverso nature morte, ritratti e paesaggi urbani. 

 

 

Gwendolyn Knight, Girl (self-portrait), Serigrafia su carta, edizione di 75, Misure: 17 x 15 7/8in. (38.1 x 40.3cm).
Su concessione di DC Moore Gallery, New York; ©2017 The Jacob and Gwendolyn Knight Lawrence Foundation, Seattle / Artists Rights Society (ARS), New York

 

Faith Ringgold

Pittrice americana, attivista per i diritti civili e scrittrice, Faith Ringgold è diventata famosa per le sue opere narrative e innovative che raccontano la sua vita e le persone della comunità di colore. Ispirandosi all'arte africana, all'impressionismo e al cubismo, i suoi primi dipinti degli anni Sessanta si concentrano sul razzismo che pervadeva la vita di tutti i giorni. La American People Series - la sua prima collezione di stampo politico - ritrae il Movimento per i diritti civili e illustra queste discriminazioni razziali dal punto di vista della donna.

 

 

Faith Ringgold, American People Series #20: Die, 1967, Oil on canvas, two panels, 72 × 144" (182.9 × 365.8 cm)
Acquired through the generosity of The Modern Women's Fund, Ronnie F. Heyman, Eva and Glenn Dubin, Lonti Ebers, Michael S. Ovitz, Daniel and Brett Sundheim, and Gary and Karen Winnick

 

Emma Amos

Emma Amos è un'artista afroamericana postmodernista, di talento, con un'inclinazione concettuale. Trasferitasi a New York, ha avuto difficoltà a mostrare il suo lavoro in una "scena maschile", essendo questa fortemente razzista, sessista e discriminatoria. Nonostante le difficoltà, ha perseverato nell'integrazione di politiche razziali e sessuali nel  corso del suo lavoro, senza tuttavia impegnarsi politicamente. Combinando pittura e stampa, lino o tessuti africani su larga scala e pittura acrilica, i simboli, i soggetti e la struttura di Paul Gauguin Lucian Freud e Pablo Picasso, Paul Gauguin Lucian Freud e Pablo Picasso, crea opere d'arte figurative e femministe.

 

 

Emma Amos, All I Know of Wonder, 2008, olio su lino, African fabric, 70 1/2 x 55 1/2". © Emma Amos/VAGA, New York

 

Howardena Pindell

Il breve periodo, dal 1968 al 1970, è stato molto significativo per la pittrice e artista americana Howardena Pindell. Pindell ha creato raffinate composizioni astratte di ovali e cerchi su carta e tela prima delle sue celebri composizioni con collage a fori perforati. Questo lavoro senza titolo su carta è un eccellente esempio degli anni Settanta della sua esplorazione di texture, colore, strutture. I suoi dipinti affrontano temi quali razzismo, femminismo, violenza, schiavitù e sfruttamento.

 

 

Howardena Pindell, Untitled, 1972–1973, acrilico e carta tagliata e perforata su tela. Arthur and Margaret Glasgow Endowment © Howardena Pindell

 

Suzanne Jackson

Pittrice, poeta, ballerina, insegnante, curatrice e scenografa teatrale. A 75 anni, Suzanne Jackson ha avuto una lunga e intensa carriera. Nel 1968, a Los Angeles, ha aperto la "Gallery 32", uno spazio orientato alla comunità, dove ha ospitato mostre di un artisti di colore emergenti. Ha realizzato dipinti fin da bambina e le sue opere più recenti sono estremamente complesse: dipinti scultorei e organici composti da pittura acrilica, detriti ed effimeri. I suoi soggetti dominanti sono immagini oniriche di figure nere con uccelli e fiori.

 

 

Suzanne Jackson, El Paradiso (1981–84). © Suzanne Jackson. Foto: David Kaminsky, su concessione di Telfair Museums

 

Lezley Saar

L'arte di Lezley Saar è una forma di realismo magico. Come pittrice, combina dettagli realistici e incantesimi fantastici. Figlia di Betye Saar - la leggendaria assemblatrice afro-americana -, Lesley è un'artista narrativa, spesso ispirata da buoni libri e personaggi storici. Ibrido, accettazione e appartenenza, insieme all'identità performativa, sono temi preponderanti dei suoi personalissimi dipinti.

 

 

Lezley Saar, Dettaglio di Bemused Resignation, dalla serie Monad, 2014. Tecnica mista su tela, 16' x 12'. Collezione Betzi Stein

 

Mickalene Thomas

L'artista americana Mickalene Thomas si ispira alla storia dell'arte dei primi modernisti come Pablo Picasso, Henri Matisse, Edouard Manet, fondendola con la cultura pop per realizzare dipinti, collage, fotografie, video e installazioni. Sfocando i confini tra concreto e astratto, reale e immaginario, Thomas costruisce complessi ritratti di sessualità femminile nera, bellezza e potere. Abbellisce le sue modelle con decorazioni di strass ed evidenzia le loro figure sulle pose classiche e gli scenari astratti resi popolari dai maestri moderni.

 

 

Mickalene Thomas, Tamika sur une chaise longue avec Monet, 2012. Strass, acrilico, olio e smalto su pannello di legno, 108 x 144 inches © Mickalene Thomas

 

Wangechi Mutu

La keniota-americana Wangechi Mutu è un'importante afrofuturista internazionale che immagina realtà alternative per l'Africa, e persone di origine africana, attraverso il mezzo della fantascienza ramificata nella pittura a collage, nell'installazione immersiva e nella performance live e video. Le sue amalgamazioni di umani e macchine, di antiquariato e immagini contemponaree, i sensuali corpi femminili di colore e le texture grottesche sono sinonimo di malattie del corpo, traumi culturali, immagini di sé e costruzioni di genere. Visivamente accattivante e repellente allo stesso tempo, la sua estetica sperimentale riscrive i codici della femminilità nella nostra società.

 

 

Wangechi Mutu, The Bride Who Married a Camel’s Head, 2009, Tecnica mista, inchiostro e collage su Mylar, 106.7 x 76.2 cm.
© Wangechi Mutu and Susanne Vielmetter Los Angeles Projects. Foto: Mathias Schormann

 

Amy Sherald

Amy Sherald ha rivitalizzato il genere del ritratto con eleganza, compostezza ed equilibrio formale. Nei suoi quadri, i soggetti sono personaggi afroamericani ben curati, attraenti o famosi, peculiare attributo di un realismo semplificato, lavorato a partire da fotografie. Sebbene apparentemente calmo e privo di dramma, il ritratto ufficiale dell'ex first lady Michelle Obama rivela grandezza ed eloquenza. Il suo dinamismo, attraverso il colore, le forme astratte e la forza dello sguardo, mette a confronto gli effetti psicologici di immagini stereotipate su soggetti afroamericani e azzera i tradizionali canoni di interpretazione dell'identità nera.

 

 

Amy Sherald, Michelle LaVaughn Robinson Obama, olio su lino, 2018. Su concessione di National Portrait Gallery, Smithsonian Institution

 

Lynette Yiadom-Boakye

Artista e scrittrice britannica di origine ghanese, Lynette Yiadom-Boakye si avvicina a figure di fantasia - non legate al tempo e al luogo - e alla complessità di dipingere la pelle nera, mescolando aranci, blu, gialli e rossi. Ogni composizione è costruita con colori, tono e consistenza. Ogni personaggio prende vita attraverso una combinazione di immagini, schizzi della vita dell'artista e narrazioni. Yiadom-Boakye integra personaggi, scene e atmosfere in una sorta di storia o processo non tangibile, ma costruito attraverso un lento lavoro ritmico.

 

 

Lynette Yiadom-Boakye, Medicine at Playtime, 2017, olio su lino, 78 3/4 × 47 1/4 in. (200.03 × 120.02 cm)
© The Museum of Contemporary Art, Los Angeles

 

Pamela Phatsimo Sunstrum

Pamela Sunstrum è una pittrice e illustratrice spinta dal fascino delle antiche mitologie e delle teorie scientifiche. Le sue opere su carta e legno, che sono la base di una serie di tecniche come matita, inchiostro, acquerello, foglia d'oro e guazzo, esplorano il senso di identità all'interno di diversi contesti temporali, geografici e culturali. Nata in Botswana e vissuta nel sud-est asiatico e negli Stati Uniti, Sunstrum ha sviluppato un alter-ego, Asme, al tempo stesso futuristico e antico, rappresentativo e fantastico, che supera i confini tradizionali e si espande nell'universo. Il rapporto tra il corpo femminile, le nozioni di sublime e l'idea di paesaggio sono fondamentali nel suo lavoro.

 

 

Pamela Phatsimo Sunstrum, Quadra 04, 2016, acquerello e gouache su pannello di legno.
Su concessione dell'artista e di Tiwani Contemporary, London

 

Nina Chanel Abney

Il lavoro di Nina Chanel Abney esplora i temi del sesso, della razza, della polizia e di internet. Nei suoi quadri turbolenti, il gioco è quello di sovvertire le razze dei soggetti, dal nero al bianco e al rovescio: una provocatoria farsa di tutte le scene di brutalità razziale. Usando simboli, numeri e stencil, Abney razionalizza il suo messaggio e lo spettro dei significati. Continua a giocare con la razza come concetto fluido e con i punti di riferimento della cultura pop, compresa la televisione e la storia dell'arte - cultura bassa contro cultura alta - in egual misura.

 

 

Nina Chanel Abney, Penny Dreadful, 2017, acrilico e vernice spray su tela, 84 x 120 pollici © Jack Shainman Gallery

 

Njideka Akunyili Crosby

Njideka Akunyili Crosby (nata nel 1983) è un'importante artista visiva nigeriana nata a Los Angeles, California. Facendo parte di due mondi in eterna collisione, applica strati a strati di trasferimenti fotografici, pittura, collage, disegno a matita, polvere di marmo e tessuto su enormi superfici di carta, animate da scene di vita privata. Nei suoi dipinti, popolati da persone di colore in un mix di abiti occidentali e nigeriani, è del tutto impossibile sciogliere il nodo delle figure e del loro contorno, dei materiali e dei soggetti, dei colori della pelle e della superficie. La decodifica del sofisticato processo transculturale di Crosby richiede una certa familiarità con le pubblicità delle riviste nigeriane, le immagini della moda e del lifestyle e l'affinità con l'iconografia dell'album di famiglia. 

 

 

Njideka Akunyili Crosby, The Beautyful Ones Series #7, 2018, Acrilico, matita colorata e transfer su carta, 42 in.× 59 7/8 in.
© Njideka Akunyili Crosby © Victoria Miro Gallery

 

Toyin Ojih Odutola

I disegni a penna nera a inchiostro nero sono la firma distintiva di Toyin Ojih Odutola, la pluripremiata artista visiva americana contemporanea (nata in Nigeria nel 1985). Il suo lavoro più recente comprende carboncino, pastello e matita per arricchire le texture delle sue figure luminose e sontuose. Il lavoro di Ojih Odutola sfida le categorie tradizionali del ritratto e della narrazione e, allo stesso tempo, sconvolge le narrazioni sulla razza, l'identità e la classe. Scrivendo e disegnando saghe di famiglia aristocratiche e fittizie, Ojih Odutola visualizza un presente alternativo per l'Africa come se la conquista coloniale non fosse mai avvenuta.

 

 

Toyin Ojih Odutola, Pregnant, 2017. Carboncino, pastello e matita su carta, 74 1/2 x 42 in.
©Toyin Ojih Odutola. Su concessione dell'artista e di Jack Shainman Gallery, New York

 

Jennifer Packer

Jennifer Packer crea ritratti intimi ed espressionisti, scene d'interni e nature morte dove i soggetti principali sono sempre i suoi amici più stretti, parenti, amanti. Con la sua tavolozza di colori, che va dal rosso acceso e viola scuro al giallo ocra denso e alle sfumature del verde e del blu, Packer, sorprendentemente, dà vita a immagini illeggibili e lontane, simili a dipinti astratti. Nelle Grazie, non vediamo figure, non corpi, ma esseri umani con la superficie parzialmente raschiata con un solvente deleterio sul retro di un pennello. Un'artista di colore che raffigura l'identità transitoria e instabile dei soggetti afro-americani con pathos e tenerezza inaspettata.

 

Jennifer Packer, Graces, 2017, olio su tela, 60 x 72”, Su concessione dell'artista e di Corvi-Mora, London

 

Janiva Ellis

La giovane star americana di colore Janiva Ellis realizza opere di grande impatto visivo e con personaggi da cartone animato, immergendo lo spettatore in un abisso psichedelico. Vivendo tra Los Angeles, le Hawaii e New York, i materiali di base di Ellis sono sia la cultura pop, le dinamiche razziali quotidiane e la brutalità della polizia, sia i tradizionali canoni dell'arte. In modo bizzarro e divertente, Doubt Guardian 2 ha incorporato sullo sfondo una composizione giovanile del maestro tedesco Neo Rauch. Un approccio contemporaneo "giocosamente estremo" alla pittura.

 

 

Janiva Ellis, Doubt Guardian 2, 2017, Su concessione dell'artista e di 47 Canal, New York

 

Cassi Namoda

Un'illustrazione di Cassi Namoda, pittrice, stilista, curatrice d'arte e persino profumiera nata in Mozambico, è apparsa sulla copertina del numero di gennaio 2020 di Vogue Italia. Un ritratto della modella nera Ambar Cristal Zarzueladressed in Gucci che scoppia in lacrime, dopo la puntura di una zanzara. Per Namoda, la sua pratica è una consapevole esplorazione artistica della propria infanzia, trascorsa in giro per il mondo, e una riflessione sulla diaspora africana. L'arte tedesca e austriaca dei primi anni del XX secolo hanno influenzato maggiormente il suo lavoro per creare figure femminili romantiche, un po' crude e divertenti.

 

 

Cassi Namoda, Ice cream in Mozambique, 2018, acrilico e collage su pannello, 14 x 11 pollici, © Cassi Namoda

 

Tschabalala Self

Nel 2018 Tschabalala Self ha battuto il suo record d'asta da Christie's con il dipinto Out of Body. Descritta come "l'Anti-Picasso", esplora le idee sul corpo femminile di colore, giustapponendo pittura, stampa e pezzi di scarto delle sue opere precedenti. Da una prospettiva femminista, Tschabalala Self sfida l'oggettificazione delle donne nere nella cultura pop rielaborando immagini tratte da video musicali. I giganteschi corpi scomposti che ritrae sono esagerati nelle loro caratteristiche fisiche, per creare una nuova retorica sulle identità afroamericane e onorare le donne nere della storia. Tschabalala Self è il tipo di artista che emerge una volta ogni generazione.

 

 

Tschabalala Self, Out of Body, 2015, olio e tessuto su tela, 72 x 60 pollici
 Su concessione di Thierry Goldberg

 

Immagine di copertina: Loïs Mailou Jones, “La Baker,” 1977, acrilico e collage su tela, su concessione di the Museum of Fine Arts

Scritto da Petra Chiodi

 

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