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Processi naturali e mistici ispirano quotidianamente la pratica di Ostovany, guidandolo in un viaggio personale di esplorazione attraverso l'alchimia della pittura, del colore, della luce, della texture e della poetica dello spazio: una costante ricerca di una realtà trascendente.

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Yari Ostovany è nato in Iran nel 1962 e si è trasferito negli Stati Uniti all'età di 16 anni dove ha proseguito i suoi studi in arte prima all'Università del Nevada - Reno e si poi è specializzato ulteriormente al San Francisco Art Institute dove ha ottenuto il suo MFA nel 1995. Da quel momento in poi, ha esposto le sue opere d'arte negli Stati Uniti e a livello internazionale, da Los Angeles a Teheran. Inoltre il suo lavoro fa parte delle collezioni permanenti di diverse istituzioni museali tra cui il New Britain Museum of American Art di New Britain, Connecticut e il Pasargad Bank Museum di Teheran, Iran, entrambe sue terre.

Chellehneshin No 21 di Yari Ostovany, Courtesy of IdeelArt.

 

Nel corso degli anni, è gradualmente cresciuta e maturata la poetica di Ostovany, pennellata dopo pennellata, assorbendo la cultura artistica occidentale e plasmandola secondo le sue radici iraniane e le sue inclinazioni personali

A metà strada tra la pittura gestuale e la pittura tonale, la sua ricerca è complessa da identificare e classificare, ma forse è proprio questo il suo fascino. L'influenza dei grandi maestri americani del secondo dopoguerra è evidente, in particolare quella di Mark Rothko, il maestro della pittura tonale, nel suo ultimo e più florido periodo

Yari condivide con il maestro un approccio metodico verso il colore, lento e costante. È interessato alla corporeità e contemporaneamente all'evanescenza del colore ad olio. La pittura tonale significa pazienza, significa creare il colore partendo dal pigmento, aspettare che il colore si asciughi prima di applicare un nuovo strato, e che emerga un nuovo colore. Le sue opere si dispiegano effettivamente nel tempo, evolvendo strato dopo strato ed emergendo grazie alla luce.

Numinous No 33 di Yari Ostovany, Courtesy of IdeelArt.

 

Ed ecco il secondo legame con Rothko: l'importanza della luce, senza la quale i dipinti di Yari non avrebbero ragione di esistere. La luce crea l'atmosfera morbida e avvolgente che emerge da ogni opera di Ostovany. A volte è più forte, a volte è più sottile, ma la luce è sempre la caratteristica dominante dei suoi lavori, come possiamo vedere in Numinous No 33, una tela immersiva che sembra avvolgere lo spettatore in un'atmosfera mistica. Non vedrete mai una giustapposizione di colori forti e audaci, ma sempre una transizione graduale di sfumature.

Detto questo, la pratica di Ostovany non è solo pittura tonale e uso intelligente della luce. L'artista è affascinato anche dal gesto, che appare sulla sua tela come un interprete delle più antiche forze contraddittorie primordiali. In questa sfumatura della sua ricerca emergono le sue radici iraniane e la sensibilità estetica taoista persiana, due aspetti profondamente distaccati dalla cultura americana eppure coesistenti nella sua personalità.

Un nuovo quadro inizia spesso come una serie di segni gestuali calligrafici, ciò che Ostovany chiama un'esplosione gestuale, ispirata da una scintilla cognitiva/emotiva, un impulso. Questo approccio deve molto all'espressionismo astratto, come dice l'artista stesso. Se si dà un'occhiata a Numinous N 25, si percepiscono colature di colore e un segno grafico più marcato e impulsivo.

 

Numinous No 25 di Yari Ostovany, Courtesy of IdeelArt.

 

Il suo lavoro prende forma dalla dicotomia di luce e materia, colore e segno, nella costante ricerca di una realtà spirituale che vada oltre la realtà che vediamo. "Mi avvicino alla pittura come testimonianza visiva e non come resoconto di un'esperienza; non una rappresentazione dell'energia spirituale ma una sua traduzione in luce e materia, navigando nello spazio tra stasi e movimento, tra emergere e scomparire". Le parole di Ostovany spiegano bene la sua poetica: lo spirituale come esperienza. Sente chiaramente una connessione con molteplici tradizioni mistiche diverse e tuttavia complementari che appariranno sempre nelle sue opere d'arte.

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Immagine di copertina: Conference of the Birds No 28 di Yari Ostovany, coourtesy of IdeelArt.

Scritto da Giulia Caruso

Tradotto da articolo inglese Yari Ostovany

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