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Ora in mostra (fino al 24 aprile 2021), al Salon 94, 89th Street New York, "Joy Revolution" - lo spazio sicuro della provocatoria e desiderosa scultrice, pittrice e regista franco-americana Niki de Saint Phalle, curato da Fabienne Stephan del Salon 94 insieme alla Niki Charitable Art Foundation. 

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Trasformare la rabbia e il dolore in un richiamo alla gioia. Questa è la filosofia radicale di Niki de Saint Phalle (1930 - 2002) che, precocemente, ha assemblato una società matriarcale egualitaria e visionaria attraverso le Nanas (slang francese per ragazze) - le sue figure femminili giubilanti, audaci e su larga scala, che segnano il trionfo della femminilità. 

Senza alcuna formazione artistica formale, la ribelle, l'outsider e giocosa Niki de Saint Phalle è considerata una delle artiste femministe più significative del XX secolo, e una delle poche a ricevere un riconoscimento nel mondo dell'arte, dominato dagli uomini. 

 

Niki de Saint Phalle, Gwendolyn, 1966–90, Painted polyester on metal frame, 252 × 200 × 125 cm, Sprengel Museum, Hanover, gift of the artist, 2000 © Niki Charitable Art Foudation, Santee, USA.

 

"Un pantheon scultoreo della femminilità potenziata", le Nanas sono gli emblemi della transizione di Niki de Saint Phalle dai suoi iniziali archetipi mostruosi, fatti di bambole smembrate, giocattoli di plastica e fiori finti, alle "pollastre" libere ed esuberanti, cresciute in statura e scala. 

Nel 1964, Niki de Saint Phalle si ritrova a "fare creature gioiose per la gloria delle donne". Combinando materiali innovativi (e tossicamente pericolosi) come la plastica e le vernici di poliestere, la schiuma di poliuretano e le fibre di vetro, con la cartapesta, le perline dai colori vivaci, le piastrelle di ceramica e le pietre levigate, e i tradizionali acciaio, ferro, cemento, Niki de Saint Phalle ha costruito il più fantastico parco di sculture di quattordici acri: il Giardino dei Tarocchi (1979-2002), nel paese italiano di Capalbio, in Toscana. Una sorta di terra della gioia su scala monumentale abitata da Nanas, draghi, serpenti, animali e simboli esoterici.

 

Niki de Saint Phalle, Black is Different, California Diary 1994. © 2014 Niki Charitable Art Foudation, Photo Ed Kessler.

 

Il concetto di giardino come spazio di crescita e libertà - inizialmente presentato nella sua prima mostra retrospettiva, "Les Nanas au pouvoir" ("Nana Power"), allo Stedelijk Museum di Amsterdam, nell'estate del 1967 - ha segnato la pratica di tutta la vita di Niki de Saint Phalle negli spazi esterni e pubblici. In mezzo a piante e alberi sontuosi, le Nanas di Saint Phalle giocano e danzano in un giardino dell'Eden senza tempo, trasmettendo gli stessi sentimenti di liberazione emotiva e l'iconismo della ben nota Danza di Matisse.  

Ispirata dal diverso uso dei materiali e degli oggetti trovati nel Parc Güell di Gaudì a Barcellona e nel manierista Giardino di Bomarzo ("Parco dei Mostri", Italia), Niki de Saint Phalle ha trasformato lo spazio pubblico in un regno magico - Un sogno più lungo della notte, come si intitolava la sua sceneggiatura del 1975 - e la sua opera in un fantasmagorico racconto di creature mitiche, in cui gli animali selvaggi convivono insieme agli uomini. Ma ha anche plasmato una massa di materia incandescente, politica e femminista. Per essere provocatori, bisogna presentare controesempi positivi della realtà oppressa della maggior parte delle donne negli anni '60, ed esplorare le verità delle libertà femminili. Il senso di vagabondaggio e di gioia, la storia personale mescolata alle convinzioni politiche, il processo di scoperta di sé, sono evidenti anche nella pratica di Niki de Saint Phalle di scrivere lettere, disegnare e raccontare storie, il modo principale per esorcizzare alcuni dei suoi più dolorosi infortuni e demoni personali. Il vasto opus di opere autobiografiche su carta della Saint Phalle le ha portato amore, pace e conforto.

 

Niki de Saint Phalle, Peril Jaune, resine polyester paint, 1995, with base 55 ¼ x 45 ¼ x 24 in, © Niki Charitable Art Foudation, Santee, USA.

 

Nelle sue esuberanti vignette tutto è possibile. Le Nanas - che simboleggiano tutte le donne del mondo - con il loro pesante ventre, le loro curve iperboliche e le loro forme bulbose suggeriscono una funzione totemica simile a quella dell'arcaica Venere di Willendorf. Potrebbero coraggiosamente liberare e ringiovanire il potere interiore e di fertilità femminile, come la prima (1966) gigantesca e sconvolgente scultura architettonica di Saint Phalle, intitolata HON ("lei" in svedese), "una cattedrale pagana" al Moderna Museet di Stoccolma, forza a fare. Trasformando le ortodossie e il puritanesimo intorno al corpo materno in forme femminili potenziate e abbondanti, sempre nella tensione tra la visione ludica e quella utopica.

 

Niki de Saint Phalle, The Tarot Garden, Photograph by Peter Granser for The New Yorker. Copyright © 2021 The Tarot Garden. All Rights Reserved.

 

Visitors entering Hon(1966). Image Courtesy of Hans Hammarskiöld Heritage. © Hans Hammarskiöld. 

 

Immagine di copertina: Niki de Saint Phalle, Autore: Norman Parkinson Credit: © Norman Parkinson/Corbis, Copyright: © Corbis. All Rights Reserved.

Scritto da Petra Chiodi

Tradotto da articolo inglese Niki de Saint Phalle

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