Home Magazine La poesia dipinta di Tonino Guerra

Molti lo ricordano come poeta, moderno cantore della civiltà dei semplici che ha per secoli rappresentato l’anima più genuina dell’Italia; la sua natura quotidianamente e strenuamente eroica. E tutti associano il suo nome a quello dell’amico Federico Fellini, con il quale ha collaborato alla scrittura di una sceneggiatura, quella di Amarcord, che ha fatto la storia del cinema.

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Del talento poliedrico di Tonino Guerra però non tutti conoscono la vena di illustratore e pittore.

Nei suoi lavori pittorici scopriamo la stessa vena poetica, fatta di tenerezza e nostalgia, della Notte di San Lorenzo o la dolcezza un po’ spaesante di Amarcord - tanto per citare due tra le sue più celebri creature -.

 

Tonino Guerra. Senza titolo, 2005. Courtesy of Edizioni Tiperti – Stefanini Arte

È uno stile semplice il suo, in cui non c’è niente di banale, ma ricco di una freschezza che ricorda la fantasia dei bambini. Colpisce di questo personaggio la coerenza a se stesso che si ritrova nelle parole di alcune interviste, come quando dice: C’è una particolare attenzione verso le cose semplici che devono giungere come fossero suggerimenti dell’infanzia.

"I quadri di Tonino Guerra ci dicono che egli è uno sperimentatore dell’esistenza, sollecitato a trafugare la sua anima da un linguaggio all’altro. A nascondersi e a rivelarsi. Mai del tutto. Pazzo delle valenze semantiche che i suoi luoghi e le sue lingue hanno addensato. Un giocoliere dei significati".

Philippe Daverio

Figura poliedrica di un’artista totale che sfugge alle definizioni, perché capace, come gli umanisti rinascimentali, di calarsi in tanti ruoli mantenendo sempre la stessa forza visionaria e creativa.

Un artista che si scopre pittore da ragazzino, verso i 12 anni, poi arrivano: l’esperienza della guerra, la prigionia, il ritorno in Italia, le raccolte di poesie e infine il cinema, a Roma, dove ha lavorato come sceneggiatore insieme ai giganti del Novecento, tra cui dunque Fellini, Rosi, Antonioni, Monicelli, Tarkovskij. In un mondo popolato di immagini narrative, fotografiche e poetiche, Guerra ha continuato a “scrivere” racconti anche attraverso il gesto pittorico.
 

Tonino Guerra. Senza titolo, 2005. Courtesy of Edizioni Tiperti – Stefanini Arte

Durante tutta la sua vita ha sperimentato diversi linguaggi, dalla bidimensionalità della pittura con l’acquerello, i pastelli, le tecniche a stampa, alla tridimensionalità della scultura o dell’installazione con la ceramica, il ferro, il cartone e il legno.

"Dentro una mela c’è più di una mela, dentro un bicchiere d’acqua c’è l’acqua grande del mare". Prendiamo spunto dalle sue parole per segnalare che dentro un’incisione di Tonino Guerra c’è più di un segno: ci sono i linguaggi e i mondi che lo hanno attraversato, che ha addensato in sé e restituito agli altri; cioè c’è l’infinita universalità della sua poesia.

Rita Giannini - giornalista e scrittrice, è biografa del Maestro Tonino Guerra

 

Tonino Guerra - La Russia azzurra II, 2010. Courtesy of Edizioni Tiperti – Stefanini Arte

Un gesto arcaico quello di tracciare un segno, una linea che da retta si fa curva per chiudersi poi nell'ovale di un volto, di donna, di sacerdote, di principe preso in prestito dalle fiabe orientali o dalle immagini sacre dei Monasteri armeni.

Delinea figure “con orecchi come foglie di fico e occhi imbambolati a guardare un miraggio profondo”.

Talune sono sottolineature che profilano montagne, delineano onde leggere, orizzonti marini: “il mare è una lunga riga blu”. Altre volte una diagonale conduce alla luna o a un sole, tenuto in mano come un aquilone, mentre l'aria sposta il “lungo filo di seta”.

Ad affascinarlo è essenzialmente la sorpresa di una produzione che non conosce in partenza, che si manifesta solo dopo un lavoro non individuale, che comunque ama fare suo, più tardi, con interventi mirati su ciascuna opera, affinché diventi unica. E sono inserimenti cromatici, pennellate di getto sgorgate direttamente dall'anima filtrata dallo stato d'animo del momento.

Così le acqueforti, le acquetinte nate da lastre di rame incise al buio dei colori diventano luce e ricchezza cromatica, frutto di una magica alchimia che è per lui godimento e rapimento insieme.

Tonino Guerra - La penultima cena. Courtesy of Edizioni Tiperti – Stefanini Arte

 

Sta qui la sua smisurata forza artistica, dettata dallo sperimentare continuo per percorrere strade nuove che prima di tutto siano linfa per la sua esistenza poetica poi fascinazione per gli altri.

"Ecco con le mie opere vorrei suggerire un’innocenza. Anche un’innocenza modesta. Non ho voglia di spettacoli grandiosi, non ne ho voglia. E vorrei tanto che, se per caso, questi lavori dovessero capitare nelle case, non fossero molto più importanti dei muri che li accoglieranno. (…) Qui si tratta di piccoli suggerimenti.

Potrebbero essere i tentativi di una carezza."

Cover Image: Tonino Guerra, Santarcangelo di Romagna, 1920-2012. Courtesy of Courtesy of Edizioni Tiperti – Stefanini Arte

Written by: Stefanini Arte

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