Home Magazine Come la Brexit potrebbe influenzare il mercato dell'arte: alcune previsioni

Nel giugno del 2016 il Regno Unito ha optato per affrancarsi dall'Unione Europea, scelta che ha provocato un dibattito ancora in corso sugli effetti che ricadranno sul mercato dell'arte inglese e internazionale. Nonostante l'imminente scadenza, è ancora difficile determinare cosa accadrà esattamente: molto dipenderà dall'esito finale delle trattative, che daranno forma a nuove regole e a nuove linee guida per il sistema dell'arte.

Nel 2019, dopo due anni di considerevole incremento, la quota del Regno Unito sul mercato globale è scesa, in termini di valore, del 20% sul totale mondiale (The Art Basel e UBS Global Art Market Report 2020). Nel frattempo, tuttavia, l'unica cosa che si può fare è una previsione sulle prospettive e le sfide future che lo scenario post-Brexit potrebbe porre, in particolare su come potrebbero essere regolate importazioni ed esportazioni dopo che entrerà in vigore a tutti gli effetti.

 

La sede del Parlamento Europeo, Bruxelles. Su concessione di Pinterest.

Importazioni nel Regno Unito 

Dopo l'effettiva attuazione di Brexit, il Regno Unito non sarà più membro dell'Unione Europea, di conseguenza sarà obbligatoria una licenza di esportazione non UE.

Oltre a ciò, le importazioni di opere d'arte nel Regno Unito potrebbero anche essere influenzate da nuove politiche fiscali. Oggi l'IVA sulle importazioni da altri Stati ammonta al 5%, particolarmente vantaggiosa se si considera che in Italia rappresenta il 10% del valore dell'opera. Questa tassazione ha indubbiamente favorito il mercato britannico a diventare il Paese chiave per la piazza europea nel settore artistico.

Grazie alla Brexit, il Regno Unito non sarà più vincolato alle direttive fiscali dell'Unione Europea e potrà scegliere di ridurre o addirittura eliminare l'accisa sulle opere importate, confrontandosi con i suoi principali rivali, gli Stati Uniti (senza IVA) e la Cina (IVA al 3%). 

Esportazioni dal Regno Unito 

Al termine del periodo di transizione, oltre alla licenza di esportazione in vigore (regolata dall'Arts Council England), sarà richiesta una documentazione supplementare ai sensi delle norme di importazione di ogni Stato membro. In generale, per le esportazioni all'interno dell'UE, la Open General Export Licence (OGEL) viene rilasciata per dipinti di età superiore ai 50 anni e di valore inferiore a 180.000 sterline; oltre questo limite, è necessaria una licenza di esportazione individuale. Tuttavia, è interessante notare come le norme di esportazione del Regno Unito siano notevolmente più flessibili rispetto alle nostre, in quanto si basano sul principio “permitted unless prohibited”.

Diritto di rivendita 

Nel Regno Unito, si tratta di una royalty dovuta all'artista (e ai suoi successori) su qualsiasi vendita dopo la prima di una sua opera d'arte, fino al settantesimo anno dalla sua morte. Non è ancora chiaro se, una volta che la Brexit sarà effettiva, questa quota continuerà ad essere garantita.

 

L'effetto di Brexit sarà in gran parte determinato dalle opportunità che la Gran Bretagna saprà sfruttare per mantenere il suo Paese un mercato attraente per gli appassionati e i mercanti d'arte, traendone i giusti benefici dopo l'abbandono dalle norme comunitarie dell'UE.

Restate sintonizzati sul magazine di Kooness per aggiornamenti in tema.

 

Veduta del Big Ben e del Parlamento Britannico. Su concessione di Pinterest.

Immagine di copertina: Proteste contro la Brexit. Su concessione di The Art Newspaper

Scritto da Elena Parcianello