Home Magazine 10 consigli su come vendere le tue opere d'arte nel 2021

Vendere le proprie opere non è sicuramente un gioco da ragazzi. Richiede tempo, dedizione, pazienza, ma soprattutto energia. E bisogna raggiungere una certa armonia tra creatività e business. Non esiste l’arte da professionisti, l’arte “per vivere”, senza dei veri e propri atti di vendita. Che sia attraverso il proprio sito, una galleria o piattaforma online, oppure in un luogo fisico come il proprio studio, la vendita è spesso un atto di compromesso, di persuasione, e le circostanze o difficoltà variano da artista ad artista. Con i propri collezionisti e possibili nuovi compratori, qualsiasi sia l’esperienza di vendita maturata, bisogna cercare di essere flessibili e, contemporaneamente, molto sicuri del proprio lavoro. È estremamente importante divertirsi in questa fase ed evitare l’auto-sabotaggio.

Articoli correlati: How Artists Are Using Instagram To Be Successful - A guide to help you find your Art Style - Lezioni virtuali con Jeff Koons

In tempi di pandemia, vendere è sicuramente più complesso. Si dovrebbe puntare tutto sui primi 3 consigli e la vendita online. Ma normalmente come ci si può trasformare in abili venditori delle proprie opere? Che tu sia già navigato nel mondo dell’arte o ancora alle prime armi,

segui questi consigli per attirare persone di tutti i tipi che potrebbero, insospettabilmente, sviluppare un interesse verso la tua arte. Collezionisti, amici, gallerie d’arte, curatori e altri artisti. Magari l’acquisto non avverrà subito, ma è importante continuare a mantenere stretti contatti e tenersi aggiornati, perché non si può mai sapere quando una di queste realtà potrebbe essere interessata, o avere bisogno, proprio del tuo lavoro.

La prima cosa essenziale per un artista è l’auto-promozione con il personal branding. Come è possibile riuscire a vendere senza che le persone sappiano che fai arte e che tipo di opere specifiche realizzi? Semplice. Devi mettere al corrente più persone possibili su quello che fai. Fai sapere alla tua cerchia, ai tuoi amici, familiari e colleghi che stai vendendo le tue creazioni artistiche. Ma soprattutto a nuove persone che non ti conoscono. Per riuscire con successo nella propria pratica di artista, bisogna diventare esperti nelle principali tecniche per migliorare il proprio business e vendere. Di necessità virtù, si dice. L’artista è imprenditore di default. Abbracciare gli aspetti meno creativi e più squisitamente tecnico-economici del proprio lavoro è essenziale per la riuscita e lo sviluppo del proprio mercato.

Ecco qui i 10 consigli per #venderelatuaarte!

1. Documenta il tuo lavoro

Realizza un portfolio in versione digitale semplice, pulito e accattivante. Hai magari da poco terminato l’Accademia di Belle Arti e nessuno ti ha insegnato il passo fondamentale da compiere per avviare il tuo business? o magari sei un pittore da ormai molti anni, ma ancora ti ostini a procrastinare la “questione portfolio”? Il portfolio è la carta d’dentità per il mondo della vendita, così come lo sono le fotografie professionali del tuo lavoro. Si basa tutto sull’immagine, in senso metaforico e letterale. E no, non è una buona idea usare il proprio smartphone. L’arte di fotografare arte è un lavoro da esperti, molto più complessa che per altri prodotti. Fotografie con la giusta luce e inquadratura e realizzate da molte prospettive permettono di rendere la tua arte comprensibile, chiara e dettagliata in tutte le sue sfaccettature. Anche scansionare le proprie opere in 2D su tela o carta rappresenta una valida alternativa, economica e più diretta. Tra le altre cose, i lavori scansionati servono anche ad integrare e arricchire il proprio portfolio, per tenere ben documentata l’evoluzione della tua pratica. 

 

2. Decidi che cosa vendere tra originali e riproduzioni

Per la maggior parte dell’arte bidimensionale (quindi senza considerare il medium della scultura che ha più difficili, ma non impossibili applicazioni), vale la regola che esistono diverse opzioni per generare vendite illimitate sulla singola opera d’arte. Puoi considerare l’edizione limitata, le opere su commissione in formato digitale, il merchandising, le stampe di opere su abiti o carta da parati. Tramite il tuo sito di E-commerce puoi vendere foto e stampe dei tuoi lavori, ma anche cappelli, tazze, t-shirts, spillette. Piccoli gadgets che fanno la differenza, come nel caso dello street artist Keith Haring. Il suo Famoso Pop Shop, inaugurato nel 1989 a New York City, ha reso accessibile la sua arte ad un vasto pubblico. “Si tratta di una forma di partecipazione su larga scala. Il punto cruciale nel fare arte è di comunicare, aprirsi a milioni di persone e di contribuire all’espansione culturale” ha dichiarato Haring. Considera le opere “commerciali” come un’estensione del tuo lavoro.   

 

BUTTONS BY KEITH HARING POP SHOP, Officially Licensed, Keith Haring Foundation Product.

 

3. Fissa i prezzi delle tue opere

Sii trasparente riguardo alle tue esigenze, adattati e non sottostimarti. Dopo aver lavorato duramente, devi riuscire a dare un valore alle tue opere. Ma gradualmente e con la giusta tecnica. Nel mondo dell’arte, l’artista cosiddetto emergente affronta con difficoltà la questione del prezzo delle sue opere. In Italia, lo strumento per determinarlo è una formula matematica, condivisa e univoca: il coefficiente d’artista. Si può decidere anche di non avvalersi di tale coefficiente, ma è importante dichiararlo tenendo in considerazione che, a livello internazionale, il prezzo dell’opere si calcola sulla base di una formula ben più flessibile. La propria storia artistica, le vendite precedenti, le dimensioni dell’opera, i costi di produzione: tutto concorre a formula il giusto prezzo. Anche realizzare il proprio lavoro in edizione limitata - edizioni con quantità limitate, tipo un’edizione di 30, 100 o 1000 - aiuta ad attribuire il giusto valore alle proprie opere. Per esempio, l’opera di Damien Hirst Butterfly Heart(2020) è parte di un set in edizione limitata. Oppure si può pensare a sconti mirati e progressivi per concludere un affare. Più un collezionista acquista tue opere, più il margine di sconto aumenta. Puoi anche rivolgerti ad un esperto di fiducia, un art advisor, che ti dia una stima precisa ed accurata. Spesso gli advisors comprano direttamente dagli artisti per conto di privati, enti bancari, hotel e ristoranti.

 

H7-3 BUTTERFLY HEART BY DAMIEN HIRST, 2020, stampa laminata giclée su pannello d’alluminio, 72 × 72 cm, Edizione di 1497.

 

Scopri di più su Butterfly Heart di Damien Hirst.

 

4. Essere rappresentati da una galleria

Sì, ma come? Ecco che si arriva al nodo cruciale nella vita di un artista. Per riuscirci bisogna affinare le ricerche ed essere il più possibile professionali. È solo così che ci si costruisce una buona reputazione. Bando ai social media, con una galleria d’arte è meglio tentare l’approccio scrivendo una mail dedicata - non un tag su Instagram, per intenderci - magari ad un direttore di galleria specifico o direttamente al curatore. Tentar non nuoce, insomma. Vendere arte significa essere non solo connessi, ma anche puntuali e presenti, sviluppando ottime competenze in ambito comunicativo e sviluppare la propria rete. Mostrarti al mondo come artista “serio” è uno dei passi fondamentali, la tua vera skill. Che sia faticoso o meno, l’azione di presentarsi e descrivere il proprio lavoro è il primo vero step per dire “buongiorno, io esisto e sono un artista”.  Avere sempre a portata di mano un bigliettino da visita per incontri in carne ed ossa è un altro buon modo per essere sempre “sul pezzo”. 

 

5. Se le gallerie non fossero il tuo traguardo, usa i social network

Del resto, oggi, per sfondare nel mercato dell’arte serve di più avere contatti con i propri coetanei all’estero e farsi conoscere in maniera nuova. Dunque quali social? tutti! Di questi tempi, è il metodo più efficace, rapido, e senza costi. Instagram è sicuramente il più immediato. Ormai ci sono moltissimi artisti là fuori che, pur non avendo mai esposto in galleria, hanno un forte e collaudato business su Instagram, come una vera e propria mini galleria online. Anzi: molti artisti talentosi sono stati scoperti così e molti collezionisti seguono pagine e acquistano attivamente via Instagram. Grazie agli hashtags, cioè le giuste etichette per rendere più visibile il tuo lavoro. Per fare un esempio concreto, l’account instagram di Banksy, con più di 10 milioni di followers, è incredibile e inaspettato come la sua arte. Concentrati dunque sul creare un profilo che sia attivo e creativo. Studia dai profili migliori e dai tuoi competitors. Non dichiarare esplicitamente prezzi e dettagli di vendita. Per qualsiasi informazione, specifiche richieste o acquisti, gli interessati ti contattino in privato con Instagram Direct (ID). 

È proprio vero che Instagram ha cambiato radicalmente il nostro approccio all’arte. Jenny Saville ha creato su Instagram un catalogo digitale ragionato dei suoi famosi dipinti su larga scala di nudi femminili. Mentre uno dei più prolifici utilizzatori di Instagram è l’artista cinese Ai Weiwei. Il suo account è un diario digitale dei suoi viaggi intorno al mondo per progettare nuove mostre. Le possibilità sono davvero infinite!

 

Dida: Account Instagram dell’artista francese JR con il work in progress del nuovo progetto La Ferita (The Wound), un’installazione a Palazzo Strozzi, Firenze, in collaborazione con Galleria Continua.

 

Scopri di più sull'ultimo progetto di JR a Palazzo Strozzi.

 

6. Crea un ottimo sito web

E magari un blog, per sponsorizzare i tuoi lavori, soprattutto quelli disponibili. Il sito non deve essere appariscente, ma facile da navigare, con foto in ottima risoluzione (senza dimenticare titoli, tecniche e anni di realizzazione) e un curriculum vitae aggiornato. Un sito minimalista, con i punti essenziali - bio, cv, lavori, contatti - è la strategia migliore. Se hai anche la possibilità di aggiungere link ad articoli o recensioni sulla tua arte e magari il tuo “statement” personale, la tua mission con percorso e obiettivi, ottimo!

 

jamesturrell.com

 

Scopri di più sui giochi di luce di James Turrell.

 

7. Opta per dei portali specializzati

Ci sono molti modi per vendere la tua arte online. Esistono un’infinità di piattaforme e market-place, da Kooness a Rubylane, da Etsy a 1stdibs, rubylane, Artfinder, per far arrivare la tua arte ad un pubblico sempre più numeroso e raggiungere potenziali compratori. Ciascun sito richiede condizioni diverse di partecipazione, ma tutti prevedono costi e commissioni. Quindi fai le tue ricerche e capisci quale fa al caso tuo in base allo studio dei pro e contro. Potresti anche rivolgerti a piattaforme non tradizionalmente collegate all’arte come Ebay e Amazon. È importante comprendere quale sia il target - cioè il pubblico - per la tua arte, e dove trovarlo.

 

Art Basel and UBS Global Art Market Report 2021. 

 

Hai già letto i risultiati più significativi del report annuale sul mercato dell'arte di Art Basel e UBS Global? Leggi qui

 

8. Il mondo reale supera la virtualità

Non appena riapriranno, fai visita a tutti gli spazi fisici dedicati all’arte. Infatti, nonostante le gallerie e le fiere d’arte, nel periodo del lockdown, si siano dovute adattare al mondo digitale, promuovendo i propri artisti attraverso online viewing room e pagine web dedicate, permane indiscussa la volontà dei collezionisti di prendere parte fisicamente a mostre ed esposizioni. La prevalenza dei servizi dal vivo, nell’ambito del settore artistico, nel prossimo futuro, ti costringerà a non tralasciare i luoghi per la fruizione dell’arte. Le mostre, anche dei tuoi colleghi artisti, gli studio visit e, perché no, le aste. Vendere arte significa soprattutto fare networking, incrementando, in numero e in qualità, la tua cerchia di “followers”. Una rete di relazioni personali e professionali, accumunate dallo stesso interesse e passione, che si basano sulla fiducia, il gusto e, da non dimenticare, il passaparola. Far parte di un network, essere riconosciuto come membro di una comunità, che lo si voglia o no, è essenziale nella pratica quotidiana dell’artista.

 

9. La promozione come collaborazione  

Entra in contatto con aziende e imprese locali, scrivendo una mail in cui ti presenti brevemente e spieghi come la tua arte potrebbe essere utile all’azienda, allegando il tuo nuovo portfolio e i tuoi contatti social. Associati con un ente di beneficenza locale oppure con uno studio di interior design (il sodalizio arte e design va alla grande). Oggigiorno, è davvero possibile collaborare con le più svariate categorie: mercanti d’arte, designers e architetti e .. influencers. Per mostrare ad un pubblico molto ampio e più velocementele tue opere d' arte, seleziona gli influencers che meglio si accostano al tuo modo di intendere l’arte e che possono sposare la tua causa. Contattali direttamente, invitandoli a promuovere una tua opera, possibilmente “customizzata” sulle loro necessità.

 

10. Newsletter e mailing list

Creare una newsletter significa dare ai propri “supporters” qualcosa per cui essere entusiasti. Gli aggiornamenti sui tuoi recenti lavori ed attività (personali, collettive, acquisizioni ecc.); un racconto delle tue ultime residenze o di progetti ultimati; anticipazioni su imminenti nuove esperienze. Tutto è utile per arricchire l’esclusiva finestra virtuale sul tuo processo creativo. Non dimenticare di definire strategia, tempi e modi, per mandare le emails, così da implementare le tue possibilità di ottenere sempre più fans e duplicare le vendite. 

 

Immagine copertina: BUTTONS BY KEITH HARING POP SHOP, Officially Licensed, Keith Haring Foundation Product.

Scritto da Petra Chiodi 

 


Dai un voto a questo articolo
Grazie per il tuo voto!

< PRECEDENTE

< PRECEDENTE